Il Publicius di Vinum Hadrianum si svela e si mette a confronto in due annate interessanti

Il Publicius di Vinum Hadrianum si svela e si mette a confronto in due annate interessanti

Il Publicius di Vinum Hadrianum si svela e si mette a confronto in due annate interessanti

PESCARA – Il Cerasuolo Publicius di Vinum Hadrianum si svela e si mette a confronto in due annate molto interessanti: la 2023 e la 2024. Amber, il punto vendita e degustazione che la cantina atriana ha aperto da un paio d’anni nel distretto food&wine di via Cesare Battisti, ha ospitato ieri un incontro con la stampa nel quale sono stati presentati i due prodotti. Un viaggio senza dubbio carico di stimoli e, soprattutto, grandi aspettative. Come darci torto? La cura dei dettagli è una caratteristica di Vinum Hadrianum: si pensi alla lunga macerazione sulle bucce anche per le uve a bacca bianca, senza contare l’utilizzo di anfore in terracotta e argilla.

D’altro canto l’azienda, fondata da Piero Pavone e sua moglie Angela Ippoliti, si ispira alla vinificazione dell’antica Roma proprio perché legata al nome dell’imperatore Adriano, e quindi non poteva non riservare grande attenzione anche al vino in anfora. Così tra le annate di quest’anno troviamo due autoctoni già da tempo brillantemente recuperati e rilanciati come il Montonico e il Pecorino, che sono stati macerati in anfora. E non manca, ovviamente, il re dei bianchi abruzzesi: il Trebbiano. Persino l’estetica della bottiglia rimanda allo stile romano. A proposito di storia: quest’anno si punta altresì sulle uve a bacca nera come ciliegiolo e maiolica, andando pertanto a riscoprire un vitigno anticamente coltivato in Abruzzo e poi abbandonato.

Marta Lupoletti, managing director, ha spiegato che “stasera presentiamo uno dei nostri prodotti più rappresentativi, il Cerasuolo, nel nostro caso il Publicius. Questa cantina è nata ad Atri nel 2018 perché l’azienda Hadrianum Srl ha l’obiettivo di implementare i progetti di promozione delle eccellenze del territorio. Abbiamo voluto iniziare il nostro percorso con la rivalutazione e la riscoperta di un nostro prodotto antichissimo: più di 2000 anni fa il Vinum Hadrianum già veniva citato da Plinio il Vecchio, da Diocleziano e dallo stesso imperatore Adriano, le cui origini paterne erano proprio di Atri, ed era esportato in tutto il mondo”. Alessandro Margioni, enologo, collabora con l’azienda dal 2021:

“Io seguo Piero praticamente dall’inizio – ha raccontato ai giornalisti – Siamo venuti a conoscenza l’uno dell’altro in maniera abbastanza casuale e fortuita, decidendo di intraprendere questa avventura insieme, che ci ha portati fin qui. Cerchiamo di essere meno interventisti possibili, per rispettare al massimo la natura e garantire un prodotto biologico”.

E’ poi toccato al sommelier Gianni Sinesi, che ha detto:

“Io cerco sempre di evitare l’aggettivo “minerale” perché è qualcosa di tattile, ma qui c’è un sentore di mineralità bello e lungo, che porta verticalità. Nel Cerasuolo 2023 sentiamo note un po’ più morbide, ammaliate, che richiamano l’antico: è un vino che non ci si stanca mai di bere perché supportato da acidità e sapidità, al contrario del 2024 nel quale c’è invece una dolcezza apparente d’ingresso con una bella verticalità. Questo io l’ho definito un vino “di tensione”: è un prodotto più equilibrato, con sentori più morbidi, dolci, che ricordano la carruba, e con note agrumate che fanno salivare la bocca. Un vino da abbinare magari a una crostata perché ricorda anche la marasca”.

Entrambi i Publicius colpiscono per il loro colore, decisamente insolito se si pensa ai livelli cromatici usuali del Cerasuolo: “Lo definirei un affresco pompeiano, bello rosso”, aggiunge Sinesi. “È un colore scuro intenso che caratterizza la zona delle colline teramane. Entrambe le annate hanno sapidità e mineralità”. Vero: sono due prodotti molto interessanti, beverini e stuzzicanti. Questi vini costituiscono due facce della stessa medaglia: se volete fare una bevuta più sbarazzina scegliete il 2024, mentre per una bevuta non proprio meditativa, ma comunque più intensa, vi consigliamo il 2023. Una cosa è certa: entrambi sono versatili, di profondità ed eleganza. “Il Cerasuolo è un prodotto unico ed è l’emblema di ciò che facciamo”, afferma Marta Lupoletti. E noi concordiamo.

Nel cuore contadino d’Abruzzo, dove la vigna non è solo coltivazione ma racconto d’identità, si intrecciano sfide naturali e strategie esperte. I bruschi passaggi tra caldo e freddo, che molti considerano nemici della stabilità, entrano ora con forza nel destino del grappolo. Le escursioni termiche incidono sulla resa finale e il cambiamento climatico crea sempre più complicazioni, richiedendo un adattamento continuo, senza contare che la pergola abruzzese quest’anno ha sofferto per l’attacco della tignola, ma le varie criticità vengono sempre superate da Hadrianum grazie a un impegno costante e a terreni fatti solo di argilla e acqua, studiati a tavolino e selezionati appositamente per garantire il miglior risultato possibile. Un terreno ricco di argilla, infatti, trattiene l’umidità, favorendo la vitalità della vite, mentre l’acqua, intesa sia come fattore nutritivo sia come elemento di freschezza, diventa una risorsa preziosa nelle contingenze difficili.

Torniamo al Publicius. Attualmente è in commercio l’annata 2024 (soltanto 3650 bottiglie), anche se “abbiamo clienti che chiedono esplicitamente il Cerasuolo di due anni”, spiega Marta Lupoletti, “perché qualche bottiglia c’è ancora”. Il 2023 ha una consistenza più grassa, ma con un’acidità che porta ad allungare. Se dovessimo abbinargli una pizza, sarebbe sicuramente una marinara con alici, mentre con il 2024 starebbe meglio una capricciosa. In alternativa, visto il suo essere ancora un vino giovane che ha tanto da dire, apprezzeremmo con l’attuale Publicius un bel brodetto di pesce. Ma ieri abbiamo degustato anche il Cerasuolo 2021, apprezzando la nota vegetale molto spinta che dà una sensazione di amarezza, e il Crepitus 2024, vino bianco frizzante biologico che ha chiuso la serata all’insegna della bollicina. Un tocco sempre gradevole in queste situazioni.

https://vistabruzzo.it/il-publicius-di-vinum-hadrianum-si-svela-e-si-mette-a-confronto-in-due-annate-interessanti/

Torna al blog